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angela

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angela non ha ancora inserito la sua biografia

Dalla carne alle verdure: il sindaco vegan che sta rivoluzionando una cittadina del Texas

Nella cittadina di Marshall, in Texas, sta avvenendo una piccola rivoluzione. Qui barbecue, bistecche e pollo fritto sono uno stile di vita in questo angolo del Texas; così come anche obesità, diabete,  cancro e malattie cardiache. Ma, grazie al suo sindaco, gli abitanti hanno iniziato a evitare i prodotti animali. E stanno diventando vegani.

Il primo cittadino Ed Smith, infatti, ha abbracciato una dieta a base vegetale dopo aver sviluppato il cancro. Da allora mangia solo verdure, frutta, noci, semi, legumi e cereali integrali. Oggi la sua orribile malattia è scomparsa, proprio come è accaduto al signor Antonio, che ha raccontato la sua storia a Le Iene. E lui tenta in ogni modo di diffondere la dieta vegantra i suoi concittadini, sperando di riuscire presto a farlo anche in tutti gli Stati Uniti.

Per aiutare la transizione, il sindaco e sua moglie Amanda invitano gli abitanti a casa loro una volta al mese per condividere cibi vegan sani, scambiare ricette e discutere di storie di successo. Come quella della signora VanDeCarr, 52 anni, arrivata a Marshall dalla vicina Beckville per il New You Health Fest, un evento che promuove la dieta veganae che nella sua terza edizione ha attirato più di 400 persone provenienti da 17 stati e 3 nazioni. 

L'istruttore di Zumba della signora VanDeCarr la invitò pa mangiare alcuni spuntini vegan dopo le lezioni e le ha mandato a casa con una copia del film documentario "Forks Over Knives" del 2011. Da allora, la signora, che pensava che essere vegani significasse mangiare cartone, ha aiutato la figlia, il cognato, i consuoceri e quattro nipoti a convertirsi a una dieta a base vegetale. La sua scelta non è un caso isolato.

Molti residenti della zona hanno scelto di dire addio ai derivati animali, perdendo chili e migliorando la loro salute. Il gruppo di Facebook "Get Healthy Marshall", dell'organizzazione no profit alla base del movimento, conta oltre mille membri ad oggi. L'associazione può contare su un supermercato locale, che offre scorte di alimenti vegan a volontà, dalla quinoa al latte di mandorla, e su tanti ristoranti locali che hanno aggiunto piatti vegan al loro menu.

Anche se, in verità, a Marshall preferiscono parlare della nuova dieta evitando il termine vegan, che richiamerebbe alla mente delle persone una liste di cose che non bisogna mangiare, così come l'aspetto legato ai diritti degli animali. Non sarebbe questa la tattica appropriata per l'East Texas, dove si vive proprio dell'allevamento del bestiame nei ranch.

"Le persone sono molto più ricettive sulla tematica della salute. Abbiamo visto persone fare il cambiamento per motivi di salute, e una volta che sono stati in grado di dissociarsi dai prodotti di origine animale, tutto ad un tratto sono diventati sensibili anche sulla tematica degli animali da allevamento", spiega il sindaco-eroe che ha convinto la sua piccola comunità di fedeli carnivori a mangiare solo verdure, con beneficio dell'ambiente, della salute e degli animali. Ce lo avete un sindaco vegano? Marshall può rispondere di sì.

Roberta Ragni

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Vegetariani e Vegani vivono piu' a lungo?

Seguire una dieta vegetariana potrebbe significare vivere più a lungo. Lo sostiene un nuovo pubblicato sulla rivista JAMA Internal Medicine dai ricercatori della Loma Linda University, che hanno scoperto come i vegetariani abbiano un rischio del 12% più basso di morire rispetto ai non-vegetariani.

"Questi risultati dimostrano tutta una serie di associazioni tra gli schemi dietetici vegetariani con una mortalità più bassa rispetto al modello alimentare non vegetariano. Dimostrano anche alcune associazioni con la mortalità più bassa dei pescivori, dei vegani e delle diete latto-ovo-vegetariane rispetto alle diete non vegetariane" , spiegano i ricercatori. La ricerca ha coinvolto 73.308 uomini e donne appartenenti alla Chiesa degli Avventisti del Settimo Giorno, che sono stati analizzati a più riprese tra il 2002 e il 2007e sono stati seguiti per un periodo medio di 5,79 anni. Nel corso di tale periodo di tempo, 2.570 persone sono morte.

I ricercatori hanno così scoperto che, rispetto ai non-vegetariani, tutti i veg avevano un rischio del 12% più basso di morire in questo periodo di tempo.In particolare, tra i vegani c'era il 15% in meno del tasso di morte, mentre chi seguiva una dieta latto-ovo-vegetariana aveva un rischio del 9% più basso e i piscivori del 19% più basso. I semi-vegetariani, infine, hanno fatto registrare l'8% in meno del rischio di morte.

Tuttavia, è importante notare che le persone veg tendevano ad avere maggiori probabilità di essere sposati, di poter vantare livelli di istruzione superiori e di essere più magri. Erano anche più propensi a fare esercizio fisico, a non fumare e a non bere. I ricercatori hanno notato che tutti questi fattori potrebbero avere un ruolo fondamentale nella loro media più bassa sul rischio di morte. Anche il periodo di follow-up, che è stato relativamente breve, non consente di trarre conclusioni definitive. Ma una cosa è certa: chi non mangia la carne ha maggiore coscienza dei danni che derivano dal suo consumo e tende a intraprendere uno stile di vita più sano in generale.

Roberta Ragni

Articolo letto su GreenMe.it

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IL COMUNE DI CAPRIOLO (BS) DICE NO ALL’ALLEVAMENTO

A seguito delle costanti pressioni effettuate dalla sezione OIPA di Brescia, che nell’aprile scorso ha consegnato all’ex sindaco di Capriolo oltre 2000 firme contro l’apertura di un allevamento di visoni destinati a diventare pellicce, alcuni consiglieri comunali hanno presentato una mozione contro l’apertura dell’allevamento.
Il Consiglio Comunale che si è riunito ieri sera, in contemporanea ad un presidio organizzato fuori dagli uffici comunali organizzato dall’OIPA Brescia e dal Comitato Montichiari contro Green Hill con la partecipazione di ENPA, LAV, Animal Amnesty, Diritto alla Vita , ha visto la votazione favorevole all’unanimità per il punto 10 dell’ordine del giorno, ovvero “Atto di indirizzo per variante al piano di governo del territorio avente ad oggetto la cancellazione dallo stesso della possibilità di insediamento di allevamenti di animali da pelliccia su tutto il territorio comunale”.

Tutti favorevoli anche alla mozione presentata dal consigliere di minoranza Amedeo Lunardi volta a rafforzare la politica del Comune in tal senso, che chiede nello specifico l’impegno della giunta comunale e del Sindaco di trasmettere ai presidenti del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati la richiesta del Consiglio Comunale a favore dell'approvazione della Proposta di Legge C288 e del Disegno di Legge S62 in materia di "divieto di allevare, catturare e uccidere animali per la produzione di pellicce" in Italia, oltre che una dichiarazione di non gradimento dell'attività di allevamento ed uccisione di animali da pelliccia sul territorio del Comune di Capriolo con conseguente diniego a richieste in tal senso.

“Siamo soddisfatti del risultato, frutto dell’impegno di moltissimi volontari che negli ultimi mesi hanno condotto una lotta senza quartiere raccogliendo firme, organizzando manifestazioni di protesta e facendo pressione sull’amministrazione comunale – spiega Simona Duci, delegata OIPA di Brescia – Non abbasseremo tuttavia la guardia perché la modifica della variante del piano di governo del territorio non mette al riparo da eventuali ricorsi. La volontà dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Capriolo è però chiara: non vogliamo anacronistici centri di tortura per animali”.

 

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Cosmesi certificata: ICEA premia le aziende

Il prodotto cosmetico certificato ICEA è un valore da trasmettere al consumatore. Questo l’assunto alla base del Premio Valu-Cert, lanciato da ICEA e destinato alle aziende controllate, per le migliori forme di comunicazione al pubblico del concetto della certificazione nell’eco bio cosmesi e cosmesi naturale.

L'iniziativa prevede anche un riconoscimento alle aziende che negli ultimi due anni hanno ottenuto i migliori risultati nelle ispezioni. I riconoscimenti di questa prima edizione saranno conferiti l’8 settembre nell’ambito del SANA (Salone Internazionale del Naturale) di Bologna, durante il convegno: 'Ottimizzare l’investimento della certificazione - Strumenti e proposte per ottenere il maggior ritorno dalla certificazione'

La percezione della certificazione ICEA da parte dei consumatori è uno degli aspetti più importanti per le aziende, che condividendo i valori di una cosmesi naturale e rispettosa dell’ambiente, hanno scelto di sottoporsi a certificazione, e costituisce il valore aggiunto rispetto ad un cosmetico non certificato. Per questo motivo ICEA, in collaborazione con lo Studio Svimm ( Sviluppo & Marketing Farmaffari) di Roma, ha istituito un premio per la migliore comunicazione al consumatore del valore della certificazione, e anche un premio speciale 'Qualità Totale' per le aziende rispettose del disciplinare Eco Bio Cosmesi e Cosmesi Naturale.

La selezione avverrà mediante la valutazione di uno dei seguenti prodotti di comunicazione: una comunicazione pubblicitaria veicolata attraverso almeno un media; un depliant informativo cartaceo; una newsletter, diffusa anche esclusivamente via internet; una etichetta completa, di almeno un prodotto.

Il criterio è l'efficacia del messaggio al consumatore finale, che va assicurato sul fatto che l’azienda e/o i prodotti sono dotati della certificazione Eco Bio Cosmesi e Cosmesi Naturale, per cui il fruitore del cosmetico è garantito, oltre che sulla qualità del prodotto, anche per l’impegno dell’azienda per lo sviluppo di formulazioni in linea con il rispetto della salute umana e dell’ambiente.

Saranno inoltre valutati gli ulteriori schemi di certificazione (ambientali, sociali, etiche etc.) che l’azienda ha introdotto negli ultimi due anni. Partecipare è semplice e gratuito (regolamento su www.icea.info), inviando il materiale via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. .

Tutte le aziende aderenti all’iniziativa, che hanno accettato un disciplinare di produzione più restrittivo e oneroso per contribuire a rendere l’uso del prodotto cosmetico sempre più sicuro ed in sintonia con i principi della sostenibilità ambientale, saranno citate nei poster predisposti per il pubblico e distribuiti nell’ambito del Sana, e saranno pubblicate su riviste del settore.

Le aziende premiate riceveranno il trofeo Eco Bio Cosmesi ICEA, un attestato di riconoscimento, e saranno inoltre inserite gratuitamente sulla Guida e sul sito Farmaffari e sulla business directory di Cybermed per un anno; potranno inoltre inserire gratuitamente annunci di ricerca e offerta prodotti, rami di azienda ecc. nel market-place di Farmaffari.

Bio Benessere

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SALUTE E BELLEZZA VEGAN

b2ap3_thumbnail_img.jpgUn corpo vegano è tutt’uno con una mente vegana, che ci fa osservare prima di tutto quanta grazia e voglia di vivere ci sia in ogni essere vivente. Questo ci sollecita a ricercarne cura e salute per le vie della naturalezza, con prodotti che non implichino l'abuso di altre bellezze e di altre vite.
Integrità e completezza: è questo che ci auguriamo, per noi e per tutti gli esseri viventi e sensibili, quando scegliamo un detergente o un cosmetico che certifica la sua totale estraneità a pratiche di violenza e sfruttamento, quando preferiamo il contatto con la Natura e con la natura più profonda di noi, grazie, ad esempio, allo yoga, e quando ci serviamo della medicina naturale, in grado di sostenerci quando diventiamo vulnerabili.

Le foto sono tratte dal portale Pagine Vegan

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Le Pagine Vegan presentano in modo organico idee e attività che s'ispirano all'etica vegan: uno strumento facile da usare che dia forte visibilità all'ingegno e all'imprenditoria inpegnati affinché il rapporto tra Animali e Umanità non siano mai più quelli tra sfruttato e sfruttatore

www.paginevegan.it
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CINA: PRIMO IMPORTANTE PASSO VERSO LA FINE DEI TEST SUGLI ANIMALI PER I COSMETICI

La Cina ha mosso un passo decisivo verso la fine delle crudeltà sugli animali nei test per i cosmetici. Dal 30 giugno infatti, i test sugli animali per i cosmetici comuni, prodotti e venduti all’interno del paese, non saranno più obbligatori per legge.
Questa importante decisione fa seguito alla vigorosa campagna condotta dalle associazioni animaliste locali, in collaborazione con la Humane Society International. Secondo le stime dell’associazione, dai 100 mila ai 300 mila conigli, porcellini d’india, topi e altri animali sono stati utilizzati ogni anno fino ad oggi nei test per i cosmetici in Cina.  Purtroppo per i cosmetici importati dall’estero i test sono ancora obbligatori.

L’OIPA si augura che questo sia solo il primo passo della Cina verso l’abolizione totale della presenza degli animali nei laboratori.

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